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17 dicembre 2008

Counselling scolastico e gruppo classe

A cominciare dai 7 - 8 anni, il fanciullo è progressivamente capace di reversibilità sui piani sociale ed intellettuale, la scolaresca è un gruppo dinamico, nel quale i legami interindividuali intesseranno una trama consistente. Il gruppo-classe ha una sua peculiarità socio-dinamica che va individuata e compresa se si vuole analizzare la funzione di socializzazione che il gruppo comporta (Carli R., Mosca A., 1981). La classe è un sistema con caratteristiche proprie non riconducibili a quelle dei membri presi isolatamente (Sellini-Palazzoli M., 1976). Ogni soggetto porta con sé la propria storia, il proprio vissuto, proprie capacità, stile cognitivo, processi emotivi e dinamiche familiari. In una classe si possono produrre varie dinamiche, situazioni di depressione collettiva, di reciproca sovreccitazione, reazioni indotte da stati emotivi di singoli che si trasmettono al gruppo. Oppure si possono manifestare stati di leaderismo, gregarismo, avvengono proiezioni, razionalizzazioni, situazioni di invidia, gelosia, competitività, aggressività e bullismo. In particolare quest’ultimo fenomeno, che si ritrova spesso negli adolescenti, è ultimamente motivo di preoccupazione per l’istituzione scolastica e non solo.
Gli atteggiamenti di ciascun membro nei riguardi dell’autorità e del regolamento disciplinare, il suo modo di agire di fronte ad una determinato professore o una determinata materia, le sue opinioni e la sua condotta sono infatti funzioni delle norme e dei modelli del gruppo, della percezione che quest’ultimo ha di sé e dell’ambiente nel quale si colloca, le strutture dei ruoli e degli status, delle interazioni funzionali affettive tra membri della classe.
Il gioco dinamico di tutti questi fattori conferisce ben presto al gruppo un’atmosfera che lo distinguono dagli altri gruppi vicini. Senza entrare nel merito delle numerose ricerche della sociometria dei sottogruppi basti pensare al fatto che il gruppo può esercitare sull’individuo un lodevole influsso, beneficio o maleficio. Il gruppo può essere un lodevole strumento educativo. Il lavoro di gruppo, d’esempio, può essere per la classe uno stimolante incomparabile.
L’attenzione al gruppo quale strumento di lavoro e di apprendimento ha nel tempo assunto una rilevanza sempre maggiore. Nonostante questo vi è una resistenza a prendere in considerazione tale dato, fatta eccezione nelle scuole materne. Infatti è nel passaggio dalle scuole elementari le situazioni educative e didattiche tendono ad organizzarsi sempre più intorno al singolo alunno.
Contributi teorici sul gruppo come strumento di apprendimento ci vengono da Piaget per il quale il gruppo di pari costringe ogni singolo individuo a decentrarsi per assumere la prospettiva dell’altro. Infatti l’orientamento egocentrico dell’adolescenza viene, grazie al gruppo, indirizzato verso la socialità caratterizzata dalla consapevolezza che esistono altri punti di vista. Quando dei coetanei tentano di giungere ad un accordo per la soluzione di un problema essi devono cercare di chiarire il proprio punto di vista e di conseguenza se stessi, devono inoltre comprendere i punti di vista dell’altro, quindi la conoscenza diventa qualcosa che si negozia, che si scambia.
Secondo G. Charmet (2000) il gruppo classe è fortemente egemonizzato dalla cultura degli adulti poiché nasce dal compito primario che si pone l’istituzione scolastica e che utilizza la suddivisione in gruppi dei propri allievi per realizzare i propri obiettivi. Secondo l’autore solo apparentemente l’insegnamento avviene in gruppo, ma in molte scuole è difficile capire se la dimensione di gruppo venga usata come una risorsa in grado di favorire il processo didattico e l’apprendimento o se, invece, la trasmissione delle conoscenze avvenga attraverso un insegnamento individuale in gruppo che considera la dimensione gruppale più un ostacolo da sormontare che una risorsa da utilizzare. Il gruppo classe è un gruppo formale perché dipende dall’organizzazione dell’istituzione ed è differente da quello spontaneo dove gli adulti sono esclusi per definizione e l’organizzazione è fortemente ispirata dai movimenti affettivi profondi e dai processi di identificazione e di accomunamento che hanno dato vita al gruppo. Nonostante la sua artificiosità i ragazzi sperimentano il gruppo classe come un vero gruppo con legami emotivi veri.
Dal punto di vista di G.P.Quattrini nel gruppo dei pari l’adolescente opera una scelta e cioè attribuisce l’autorità, che in famiglia è data a priori ai genitori, a qualcun altro che sceglie personalmente. Nonostante il gruppo scolastico sia costituito artificiosamente si può generalizzare questo concetto nella formazione dei sottogruppi di classe.
La relazione con i compagni di classe è una delle tematiche più diffuse di discussione all’interno dello spazio di ascolto e non stupisce che spesso i ragazzi si presentino in più persone. Quando i ragazzi/studenti si presentano in gruppo è utile utilizzare i presenti come una risorsa per favorire la socializzazione, pertanto il compito dello psicologo diventa quello di aiutarli a comunicare fra loro e fortificarsi della loro relazione. La domanda che spesso portano è di raggiungere con tutti i partecipanti al gruppo classe una buona relazione e lentamente scoprono che è essenziale operare delle scelte in base ai loro bisogni e desideri. Fortificare le relazioni esistenti accettando l’idea che non si possa stabilire con tutti un buon rapporto è per loro una grande scoperta che viene accolta con soddisfazione, dato l’implicito che sono loro a scegliersi. Nel lavoro gestaltico si pone molta attenzione a ciò che funziona piuttosto che a ciò che non funziona e per questo è utile utilizzare le risorse esistenti. Lo stesso vale per i ragazzi che si presentano da soli, casi più complessi e difficili ma a cui ci si può relazionare utilizzando la stessa visione del mondo. Ognuno possiede delle risorse che meritano di essere messe in gioco. Richiedere l’aiuto di uno psicologo mostra già che lo studente sceglie di farsi aiutare e questo può essere molto utile se evidenziato e trasportato all’interno della classe; utilizzare lo spazio di ascolto per rendersi conto di cosa scelgono e in che modo, favorisce un’assunzione di responsabilità e quindi la possibilità di partecipare attivamente a dei gruppi o la possibilità di non partecipare all’interno di altri.

Nel gruppo classe è spesso incoraggiata la competizione tra i membri attraverso una politica, creata artificialmente, che vede la scarsezza dei buoni esiti, per cui il successo di uno studente riduce proporzionalmente la possibilità di successo di un altro membro del gruppo. Questo inibisce la possibilità di usare il gruppo e le esperienze interattive dei suoi membri in modo costruttivo per sostenere l’esperienza d’apprendimento dell’individuo. Risulta per questo molto efficace favorire una collaborazione esterna che oltre a facilitare la socializzazione fra i membri rende più piacevole il processo di apprendimento in un clima di fiducia e collaborazione.