Il nostro sistema scolastico ha subito negli ultimi decenni una ventata innovatrice in cui si sta tentando di avvicinarlo sempre più a tematiche quali prevenzione, promozione del benessere degli studenti, rivalutazione della sfera affettivo/emotiva. Nel nuovo modello di scuola si tenta di porre l’attenzione non solo al mero apprendimento di contenuti ma anche alla sfera relazionale.È all’interno di questo cambiamento che sono subentrati i C.I.C. (Centri di informazione e consulenza), cioè spazi di ascolto per gli studenti con lo scopo di offrire informazioni rilevanti, offerta di consulenza su tematiche psicologiche, e sociali, promozione di iniziative di supporto e integrazione, invii e collegamenti con strutture sanitarie.
Lo spazio di ascolto offerto nel C.I.C. è di libera fruizione, quindi, c’è da considerare in primis che lo studente sceglie se utilizzarlo e per quante volte (benché nei limiti della durata dell’anno scolastico). Lo psicologo è quindi, un adulto a cui potersi affidare, un adulto la cui presenza è possibile solo se lo studente ne fa richiesta. In termini transferali, sullo psicologo viene trasferita una autorità, che inizialmente si è sperimentata nella relazione con i genitori e poi con gli educatori scolastici. Questa scelta pone le basi per un rapporto basato su una libera richiesta e non una relazione predeterminata.
Questo rapporto gerarchico, che è presente in tutte le relazioni psicologo-paziente, è maggiormente evidente quando si lavora con adolescenti, minorenni che anche dal punto di vista sociale hanno minori diritti (es. scuola dell’obbligo, non voto, non autonomia economica).
La psicoterapia della Gestalt fenomenologica-esistenziale ha il suo fulcro vivo nella filosofia esistenziale così come definita dal suo maggiore esponente Kierkegaard. secondo cui l'esistenza non è da considerare come atto unitario, bensì articolata secondo una scala di possibilità e di stadi, ciascuno dei quali si oppone al precedente e lo nega. Tra i diversi stadi non vi è, però, alcun passaggio necessario e in questo senso si può parlare di una dialettica qualitativa dell'esistenza, ossia di una dialettica che procede per salti. L’esistenzialismo pone l’attenzione non sul soggetto osservato, bensì sull’osservatore, ma non sull’essere ma sull’esistere, cioè, essere nel tempo. Con l’esistenzialismo si sposta quindi l’attenzione sull’aspetto soggettivo che poi Schopenhauer definì ponendone la volontà al centro.
Con la fenomenologia si intende il pensiero basato sull’intenzionalità della percezione, ponendo il fenomeno in un’ottica razionale. Da qui l’attenzione non al pensiero ma a quello che si sente perché il sentimento dà senso e rivela l’intenzione di chi sente (Quattrini, 2007). La conoscenza fenomenologica mette il terapeuta nell’arduo compito di fare i conti con la propria realtà esistenziale anche durante un colloquio.
Questa base filosofica, come tutte del resto, implica una visione del mondo particolare che come psicoterapeuti dobbiamo prendere in considerazione, sapendo che è con questo paio di occhiali che guardiamo il mondo e che la psicoterapia per i pazienti diventa un addestramento in tale ottica.
E' a partire da tali considerazioni che l'intervento di counsellig scolastico ad orientamento fenomenologico - esistenziale rappresenta una possibilità di crescita incoraggiando la consapevolezza di un potenziale autonomo, dove tale consapevolezza sia assente, e favorendo un cammino dal sostegno all’autosostegno.